Lowinsky by Lowinsky

"Il monicker scelto, Lowinsky, vuole essere sia un ironico omaggio alla vicenda politico-scandalistica più importante degli anni ’90 ma è anche senza dubbio un nome che suona bene ed è facile da ricordare (oltre che gliel'ha in qualche modo suggerito Drew Mc Connell dei Babyshambles).
Esordiscono con un ep di quattro pezzi, in gran parte rielaborazioni di idee che sarebbero probabilmente finite sul secondo disco dei Finistère, se le cose fossero andate diversamente.
I musicisti sono cambiati e Carlo adesso è da solo sia nel processo di scrittura sia nelle parti vocali ma il marchio di fabbrica è sempre quello: un rock energico ed anthemico, con la sezione ritmica bene in evidenza a spingere e le chitarre che disegnano riff e temi portanti dove è la carica melodica a farla da padrone. Il pregio più grande dei Finistère era proprio questa capacità di scrivere canzoni che girassero benissimo sin dal primo ascolto, veri e propri inni Pop che avessero insieme la ruvidità tipica di chi è convinto che la musica non possa rimanere solo in superficie. Ingredienti che, per fortuna, ritroviamo daccapo in questi quattro brani con soprattutto “Lei” e “Coltelli” in prima fila nel creare un feeling teso e drammatico, pur col piede costantemente pigiato sull’acceleratore."
LOUDD
"I Lowinsky hanno almeno due grandi qualità. Partiamo dalla prima. Si tratta della loro innata capacità di scrivere canzoni talmente intriganti e dirette, da conquistare la testa senza passare dal repeat in cuffia. Il loro Ep d’esordio, uscito questo inverno per Moquette Records, si compone di quattro tracce registrate in poche settimane al Bleach Studio di Lecco. L’ho ascoltato per la prima volta in una notte solitaria, con la tisana all’anice tra le mani. Beh, la mattina dopo canticchiavo ancora il brano di apertura mentre sorseggiavo il tè dalla stessa tazza.
[...] I testi in italiano non ingannino: l’immaginario resta sempre e comunque quello americano, con lo sguardo rivolto al brit pop più crudo. E proprio in questo sta la seconda grande qualità dei Lowinsky. In pochi brani, non ultimo Coltelli, il gruppo riesce a restituire il sapore di quegli anni senza rivelare gli ingredienti della ricetta. In un gioco al rimando si potrebbero citare i Nada Surf o gli Ash, ma la verità è che i Lowinsky non si ispirano a una o più band, bensì a un intero mondo fatto di suoni e pensieri che sono tipici dei 90’s."
INDIE-ZONE
"Le quattro canzoni hanno un sound chitarristico che spazia tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila: Ash e Strokes possono essere presi come riferimento per capire cosa aspettarsi. La particolarità è che a questo impianto musicale si associa una parte vocale che tende a essere volutamente indolente, creando una sorta di contrasto con gli strumenti che viaggiano compatti. I testi sono introspettivi, quasi da cantautorato, e uno di essi è in francese, sull’unica canzone lenta del lotto. Insomma, i quattro hanno sicuramente scelto di suonare qualcosa che innanzitutto li diverta, ma il contrasto tra musica da un lato e parte vocale/testuale dall’altro mostra che i Lowinsky non hanno certo voglia di viaggiare col pilota automatico."
INDIE-ROCCIA
Tracklist
| 1. | Lei | 3:58 |
| 2. | Vertigine | 3:20 |
| 3. | L'Ennemi (C.Baudelaire) | 4:07 |
| 4. | Coltelli | 3:50 |







